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Overwatch, dopo la nostra anteprima ecco la Recensione!

Dopo la nostra Anteprima torniamo a parlare di Overwatch, la nuova IP Blizzard. Non lo neghiamo: non aspettavamo altro. Nonostante la beta sia durata un’eternità (circa sei mesi, ma per chi conosce Blizzard questa è normale amministrazione) l’hype stava raggiungendo livelli al limiti del collasso: una campagna promozionale perfetta, fatta di fumetti e video in computer grafica, e la voglia di mettere le mani sul prodotto finito hanno fatto il resto. Vale la pena acquistarlo? Mettetevi comodi, concentratevi per dieci minuti e proseguite nella lettura, senza andare direttamente al voto (furbacchioni): Overwatch merita più attenzione di quello che pensate.

overwatch recensione darumaview tracer

Overwatch nasce dalle ceneri del “vecchio” Project Titan (MMORPG futuristico). Nonostante l’importante investimento economico ed umano, la software house di Irvine decise a Settembre del 2014 che il tempo degli mmorpg era finito: prolungato il supporto a World of Warcraft (già in piedi da 10 anni circa all’epoca) e Titan eliminato dalla timeline. Molti si chiesero quale sorpresa questa mossa avesse potuto riservare, e circa un anno dopo all’interno del Blizzcon 2015 ecco il primo video della nuova IP, Overwatch, un arena shooter competitivo dallo stile cartoonesco. Gli interrogativi all’inizio per quello che ai più appariva come un clone di Team Fortress 2 furono molti, uno tra tutti: ma la Blizzard perchè va a sviluppare un FPS in un mercato videoludico ormai saturo per quel genere? Partì il video e tutte le domande vennero spazzate vie in un attimo. Il mondo ricreato in quei pochi minuti era magnetico, ipnotizzante, ogni eroe aveva già una sua personalità chiara e distinta oltre ad un gameplay proprio. Blizzard l’aveva fatto ancora: dopo Starcraft, Warcraft e Diablo aveva creato un altro gioiello. In quel preciso istante volevamo giocarci, non vedevamo l’ora di farlo!

Ad un design moderno ed ispirato (ma ad onor del vero, poco originale) ecco associato un gameplay unico, nato per essere eSports. Dopo Heroes of the Storm (MOBA) ed Heartstone (TCG), è questa la mossa di Blizzard con la release di Overwatch: riscrivere le regole degli arena shooter, dargli nuova linfa, renderli contestualizzati alla realtà videoludica in cui viviamo. Non sappiamo se ci riusciranno, ma una cosa è certa: erano anni che non ci divertivamo così tanto nel pvp di un FPS.

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Ma cosa è in realtà uno Shooter Arena? Per comprenderlo al meglio bisogna tornare indietro di qualche anno, per esattezza al 1999 quando vennero dati alla luce due capolavori: Quake III Arena sviluppato da Id Software (tornati recentemente alla ribalta grazie a Doom, qui potete leggere la nostra recensione) ed Unreal Tournament sviluppato da Epic Games. Una mappa, due squadre (entrambe formate da giocatori in carne ed ossa, grazie al multiplayer online), un tempo di respawn praticamente immediato ed un obiettivo il tutto condito da un gameplay frenetico e dinamico. Con il tempo il sistema si evolse, vennero aggiunte meccaniche nuove, e pian piano il genere puro di Arena FPS sparì, diventando una nicchia nel vasto panorama videoludico. Overwatch lo riporta in vita, e lo fa adattandosi al mercato, associando ad ogni eroe delle abilità attive (due fisse, una da caricare) prese in prestito dai MOBA, da cui condivide solo ed esclusivamente questo, teniamo a ribadirlo.

Avete la possibilità di scegliere il vostro alter ego tra i 21 eroi presenti raggruppati in quattro grandi insiemi: eroi di supporto, di difesa, di attacco e tank. Ognuno di essi ha le proprie abilità così come il proprio stile di gioco, il nostro consiglio è di provarli tutti all’interno delle dodici mappe presenti al momento del lancio (altre arriveranno in futuro grazie ad aggiornamenti gratuiti), mappe che sono associate ad una determinata modalità. In Conquista i due team dovranno difendere (o attaccare) due postazioni nelle zone di Hanamura, del Tempio di Anubi e delle Industrie Volskaja. Avranno a disposizione alcuni minuti, terminati i quali si decreterà il vincitore. Diverso è il discorso per Trasporto (o Payload nella versione inglese del gioco), modalità presente nelle mappe di Dorado, Route 66 ed Osservatorio: Gibilterra.La struttura della mappa cambierà totalmente, ci saranno dei checkpoint che daranno minuti aggiuntivi al team. Gli attaccanti staranno vicino ad un convoglio per permettergli di avanzare, mentre i difensori dovranno impedirlo: se allo scadere del tempo il convoglio non avrà raggiunto il traguardo, la vittoria andrà ai difensori. In Controllo, invece, ci sarà un unico obiettivo per entrambi i team nelle mappe di Ilios, Nepal e Torre Lijiang. Vince chi mantiene più a lungo il dominio dell’area indicata, riempendo la barra fino a 100. Questa modalità è al meglio dei due turni, su tre totali. E la ibrida in cosa consiste? La quarta ed ultima tipologia, prevede la conquista di una zona e successivamente il trasporto del convoglio fino al traguardo nelle mappe di Hollywood, King’s Row e Numbani. Prima di buttarvi nel multiplayer, comunque, è consigliabile fare un giro nelle modalità minori di Overwatch, ovvero l’immancabile match contro i bot dell’I.A., le partite personalizzate (dove sarete voi a decidere tutto) e la Rissa (presa in prestito da Heartstone). Quest’ultima è la modalità più interessante tra le tre dal momento che ogni settimana cambierà: potreste affrontarvi tra soli tank, utilizzare solo ulti o andare addirittura in 1vs1, sarà la Blizzard di settimana in settimana a proporre sempre qualcosa di nuovo. A differenza di Heartstone, completarla non da alcuna ricompensa, ma ci aspettiamo in futuro qualche “premio” (un baule o anche una quantità di monete esigua).

Le partite nelle quattro modalità PVP (Conquista,Trasporto,Controllo ed Ibrida) a fine match vi daranno dei punti esperienza. Ad ogni livello guadagnerete un baule con all’interno vari oggetti (casuali): dalle skin degli eroi alle loro battute audio, dagli spray (adesivi) a delle monete (la valuta in game). Con queste monete potrete acquistare oggetti estetici per personalizzare i vostri eroi. I bauli sono acquistabili anche a parte spendendo i vostri euro (maledette microtransazioni..): 2 euro per  2 bauli, 5 euro per 5 bauli, 10 euro per 11 bauli, 20 euro per 24 bauli ed infine 40 euro per 50 bauli.

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Fin qui vi starete chiedendo cosa ci sia di nuovo. Modalità già viste, un genere in voga anni fa modernizzato, Overwatch è solo questo? Assolutamente no, gran parte del suo successo lo si deve al rooster degli eroi. Ognuno di essi è infatti caratterizzato alla perfezione, sia a livello grafico sia sonoro. Durante le vostre partite online, vi sembrerà di giocare con qualcosa di “vivo” e non semplicemente con un ammasso di Pixel sul vostro schermo. Vi affezionerete alle battute di D.Va, o alla freddezza di Widowmaker, alla grottesca presenza di Roadhog o alla pazzia di Junkrat, non importa quale sarà il vostro preferito, sappiate che sarà unico. Ed è questo il punto di forza di Overwatch. A differenza di Team Fortess (non fare un paragone è impossibile) la sensazione che proverete sarà quella di poter mettere le mani su ben 21 classi diverse, ognuna di esse dotata di un proprio background. Blizzard è stata attenta ai dettagli, mettendo a disposizione di noi videogiocatori fumetti online e video in computer grafica in modo da approfondire il lore dietro ogni eroe, rendendo il legame con il proprio alter ego diverso dal solito.

Altra novità importante è la possibilità di cambiare la propria scelta dopo ogni morte o tornando semplicemente al proprio centro di comando. Questo eviterà lo stallo in alcuni match, rendendo la partita un continuo sasso-forbici-carta, dinamica ed in continua evoluzione. Purtroppo anche nella versione finale del gioco non è stato inserito il limite massimo di eroi uguali all’interno di un team, richiesto a gran voce dalla community. Trovarsi di fronte tre Bastion quando si deve attaccare un obiettivo non è il massimo della felicità, ma confidiamo in qualche intervento da parte di Blizzard magari in prossimità dell’introduzione della modalità competitiva (al momento assente).

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In Overwatch Blizzard ha deciso di abbandonare completamente la strada della campagna single player concentrandosi esclusivamente sul multiplayer. La storia viene raccontata in modo diverso rispetto a come siamo abituati, attraverso risorse esterne al gioco, lasciando al videogiocatore il solo compito di divertirsi ed approfondire il lore in un secondo momento. Dopo ore ed ore passate in compagnia dei 21 eroi, non possiamo che affermare questa come la scelta vincente. Overwatch trasuda stile e passione, e lo si nota sin dal menu iniziale. Ogni mappa nella sua struttura asimmetrica è ricca di dettagli, l’interazione con l’ambiente è minima, ma il tutto è talmente frenetico che passa in secondo piano. Le singole animazioni dei nostri eroi sono uniche, così come le battute all’interno del gioco. Spesso ci siamo trovati a sorridere, dopo una kill o una morte grazie anche al doppiaggio italiano perfetto, raramente così in armonia con il concept di un gioco. Graficamente Overwatch non ha problemi, sia su console sia su pc. Il motore grafico è ottimizzato alla perfezione, raramente abbiamo riscontrato cali di fps anche nelle azioni più concitate, e segue di pari passo il netcode. Blizzard ha svolto un grande lavoro, nelle oltre duecento ore di gioco non ci è mai capitato di venir colpiti dopo esserci riparati dietro ad un muro (..coff coff Battlefield 4 .. ).

Arriviamo alla domanda che molti si staranno facendo: posso giocare da solo? Ni. Overwatch da il meglio di se in gruppo, è innegabile. La coordinazione tra membri dello stesso team è fondamentale per raggiungere l’obiettivo ed avere la meglio del team avversario. Si può giocare da soli, nessuno lo vieta, ma scordatevi di vincere grazie alla vostra skill. Non esiste una classifica, non c’è un kill/death ratio, la struttura di Overwatch è per il gioco di squadra, e da squadra dovrete giocare, anche a costo di sacrificarvi (raramente nei quick match in solitaria ho visto scegliere eroi di supporto). In attesa della modalità competitiva, fate pratica, comunicate con il vostro team, cercate di capire quando è il momento di cambiare eroe o di usare una ulti, imparate le mappe a memoria e la posizione dei medikit (unico item presente all’interno del livello di gioco). Giocate, giocate e giocate, non ve ne pentirete e se mai Blizzard deciderà di introdurre una “hero league” anche per chi preferisce essere un lupo solitario, sarete preparati magari facendo la differenza e non risultando l’anello debole della propria squadra.

Dopo la nostra Anteprima torniamo a parlare di Overwatch, la nuova IP Blizzard. Non lo neghiamo: non aspettavamo altro. Nonostante la beta sia durata un'eternità (circa sei mesi, ma per chi conosce Blizzard questa è normale amministrazione) l'hype stava raggiungendo livelli al limiti del collasso: una campagna promozionale perfetta, fatta di fumetti e video in computer grafica, e la voglia di mettere le mani sul prodotto finito hanno fatto il resto. Vale la pena acquistarlo? Mettetevi comodi, concentratevi per dieci minuti e proseguite nella lettura, senza andare direttamente al voto (furbacchioni): Overwatch merita più attenzione di quello che pensate. Overwatch nasce…
Commento Finale - 85%

85%

Diverte

Overwatch è un ottimo prodotto, confezionato in modo altrettanto perfetto. Mai negli ultimi anni ci eravamo così divertiti con un FPS, purtroppo l'assenza della modalità competitiva al momento del lancio penalizza un po' il prodotto Blizzard, rischiando di renderlo ripetitivo alla lunga senza un obiettivo "finale". Vi consigliamo di provarlo (ancora meglio tra amici), non ne rimarrete delusi. Sconsigliato a chi pensa solo ed esclusivamente a se stesso, non esiste il k/d ratio, non potrete pavoneggiarvi online con i vostri "record".

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About Ottavio Coscarella

Ottavio Coscarella
Ha iniziato a videogiocare con Ghosts'n Goblins ed un vecchio Commodore 64 e non ha mai smesso. The Legend of Kyrandia e Monkey Island sono i giochi a cui è legato, World of Warcraft quello su cui ha passato anni interi. Reputa sopravvalutati Assassin's Creed e GTA, mentre combatte da anni per Binary Domain e Deadly Premonition.

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