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Mr Cobbler e la bottega magica – Recensione – Un film di Tom McCarty

A quasi due anni di distanza dal rilascio in America, arriva anche in Italia il 21 luglio  The Cobbler (tradotto con il titolo abbastanza fuorviante “Mr Cobbler e la bottega magica”), diretto da Tom McCarty.

Mr Cobbler e la bottega magica, vede Adam Sandler nei panni di Max Simkin un “ragazzo cresciuto” che porta avanti come tradizione di famiglia da generazioni, la bottega di calzolaio ereditata dal padre. Max è in quell’età della vita in cui non è più così giovane da iniziare e nemmeno così grande da rassegnarsi alla sua vita disillusa.

Quella di Mr Cobbler e la bottega magica vuole essere la favola moderna di un cambiamento: Max è un disilluso, probabilmente depresso, che vive la sua vita sognando quella degli altri, portando rancore verso il padre che ha abbandonato senza spiegazioni lui e la madre, vive prendendosi cura dell’anziana (forse troppo) madre. Max Simkin osserva il mondo dalla sua bottega di calzolaio in uno dei quartieri emergenti di New York. Intorno a lui tutto è in trasformazione, tranne lui e il suo piccolo mondo.

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Un giorno, grazie al guasto di una macchina risuolatrice, Max scende nel seminterrato e decide di usare una vecchissima macchina per riparare un paio di scarpe appartenenti a un criminale del quartiere. Usando la vecchia risuolatrice, Max scopre che qualcosa di magico succede ogni volta che infila le scarpe di qualche cliente: indossando vertiginosi tacchi, mocassini, scarpe da ginnastica, Max prende le sembianze del cliente che gli ha lasciato le scarpe in riparazione.

“Prova a camminare nelle mie scarpe” è questo il fine ultimo della storia di Mr Cobbler e la bottega magica, che vorrebbe insegnarci il vero significato della vita, il senso di non dimenticarci mai di provare a metterci nei panni degli altri.

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Per Mr Cobbler e la bottega magica, abbiamo provato a camminare nelle scarpe di Adam Sandler e del suo Max Simkin ma per qualche strano motivo, quella che avrebbe potuto essere una favola contemporanea, in cui l’elemento del magico è preponderante, quelle scarpe ci sono andate un pochino strette. Non so, forse avremmo voluto saperne di più riguardo alla vecchia risuolatrice magica, rispetto ai personaggi di cui Max prende le sembianze, del padre.

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In Mr Cobbler e la bottega magica il magico della storia parte per la tangente esplorando forse troppo tematiche poco approfondite: il cambiamento, la perdita, il lutto, uno sprazzo di ribellione davanti alla possibilità di rimescolare le carte in tavola e ricominciare tutto da capo, la malavita, la nascita di un nuovo quartiere con tutto quello che comporta (lo sfratto dei vecchi abitanti e la svendita dei loro appartamenti, gli appalti truccati, la tematica ecologista). Il magico si perde inoltre nel volto estremamente triste e malinconico di Max, che nonostante la straordinarietà di quello che gli sta succedendo non riesce a gioire delle nuove possibilità che la vita gli sta offrendo e riesce solo a diventare un goffo supereroe di quartiere di cui però quasi nessuno sembra accorgersene.

Eppure l’idea di fondo di Mr Cobbler e la bottega magica era affascinante: anche per questa possibilità sfumata, la pellicola lascia l’amaro in bocca. Quell’amaro del “eppure sarebbe potuto essere diverso”.

Regia: Thomas McCarthy. Con: Adam Sandler, Dan Stevens, Donnie Keshawarz , Dustin Hoffman, Elena Kampouris , Ellen Barkin. Anno: 2014 Durata: 99 Min Paese: USA Distribuzione: Barter Entertainment
A quasi due anni di distanza dal rilascio in America, arriva anche in Italia il 21 luglio  The Cobbler (tradotto con il titolo abbastanza fuorviante "Mr Cobbler e la bottega magica"), diretto da Tom McCarty. Mr Cobbler e la bottega magica, vede Adam Sandler nei panni di Max Simkin un “ragazzo cresciuto” che porta avanti come tradizione di famiglia da generazioni, la bottega di calzolaio ereditata dal padre. Max è in quell'età della vita in cui non è più così giovane da iniziare e nemmeno così grande da rassegnarsi alla sua vita disillusa. Quella di Mr Cobbler e la bottega magica vuole…
Commento Finale - 45%

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Adam Sandler veste i panni, o meglio le scarpe di Max Simkin, un malinconico e disilluso calzolaio che porta avanti la bottega di famiglia da generazioni, in una commedia fantasy un pò soporifera, di cui non si riesce bene ad afferrarne il senso.

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