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La memoria dell’acqua – Recensione – Un Film di Patricio Guzmán

“La memoria dell’acqua”, il documentario di Patricio Guzmán che ripercorre le tappe dei popoli della Patagonia, dalla loro scoperta ai giorni nostri.

Il regista Patricio Guzmán dipinge, attraverso immagini emozionanti, i paesaggi della Patagonia attraverso riprese tecnicamente complesse, con le quali riesce a ricreare l’atmosfera di pace e riflessione assoluta. Un’opera visiva che si sofferma sulle meraviglie della natura attraverso tempi molto lenti e suoni particolari, in un misto tra natura e uomo che in questo caso vivono in armonia. L’acqua è datrice di vita, amica dei popoli nativi della terra del fuoco, con la quale la pellicola si muove e scandisce il ritmo del suo viaggio.

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Con il passare dei minuti “La memoria dell’acqua” arriva ai giorni nostri, la sua natura si fa sempre più crudele e misteriosa. La civiltà dei popoli della Patagonia è stata spazzata via, l’uomo moderno li ha allontanati dal loro legame primordiale con il quarto elemento, ormai sono solo venti i superstiti. In Cile impazza una guerra: l’acqua non si è solo allontanata dall’uomo ma è diventata un’arma. Il regime di Pinochet getta in mare tutte le prove che cerca di occultare, seppellisce sotto la sabbia le barbarie di cui è stato capace.

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Un ritratto amaro quanto poetico del potere dell’uomo, in costante conflitto con la natura, vista come madre benevola e come nemica pericolosa. “La memoria dell’acqua” è un documentario costruito e sviluppato meravigliosamente, la fotografia è d’impatto e crea un’atmosfera unica. La sala diventa museo e ci permette di assistere alle suggestive meraviglie selezionate dal regista. Attraverso simboli – bottoni, mappe e quarzi – ci rende partecipi di un disegno più grande, che va dalle stelle alle profondità marine.

Regia: Patricio Guzmán Anno: 2015 Durata: 82 Min. Paese: Francia – Cile – Spagna Distribuzione: I Wonder Pictures
"La memoria dell'acqua", il documentario di Patricio Guzmán che ripercorre le tappe dei popoli della Patagonia, dalla loro scoperta ai giorni nostri. Il regista Patricio Guzmán dipinge, attraverso immagini emozionanti, i paesaggi della Patagonia attraverso riprese tecnicamente complesse, con le quali riesce a ricreare l'atmosfera di pace e riflessione assoluta. Un'opera visiva che si sofferma sulle meraviglie della natura attraverso tempi molto lenti e suoni particolari, in un misto tra natura e uomo che in questo caso vivono in armonia. L'acqua è datrice di vita, amica dei popoli nativi della terra del fuoco, con la quale la pellicola si muove e scandisce il ritmo…
Commento Finale - 78%

78%

Quando il documentario diventa cinema e si trasforma in museo, l'opera ci regala immagini suggestive che sembrano essere state create appositamente per essere filmate. Le riprese hanno un tono romantico e sublime in tutta la prima parte, mentre la seconda è più storica e umana.

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About Alice De Falco

Innanzitutto è fondamentale dire che prova molto imbarazzo nel descriversi in terza persona, ma cosa non si fa per la gloria. Al mondo da fine 1996, fa le scuole (come tutti) e poi le finisce (come quasi tutti), dicendo addio al liceo scientifico e ciao al magico mondo del cinema. Da grande vuole fare la regista, avere un sacco di soldi e possibilmente sposare Wes Anderson anche se è un po’ brutto.

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