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Knight of Cups – Recensione – Un film di Terrence Malick

Knight of Cups”, nel suo nuovo progetto il geniale Terrence Malick va alla ricerca di profondi abissi e disillusioni umane

L’ultima fatica del controverso e visionario autore cinematografico Terrence Malick ci immerge nella crisi esistenziale di uno scrittore di successo alle prese con la ricerca del significato della propria esistenza fra fantasmi familiari e un turbinio di avventure sentimentali ed erotiche. Lungamente avvolto da una fitta coltre di mistero, anche per gli stessi attori che hanno partecipato al film, “Knight of Cups” descrive il calvario esistenziale del protagonista attraverso le immagini archetipiche degli arcani maggiori, tracciando attraverso di essi un percorso a tappe nel quale si dipana l’amarezza di una vita apparentemente di successo ma nei fatti priva di un significato profondo. Non a caso scenari d’elezione di questo percorso sono scelte le due città per eccellenza dedite al culto dell’ostentazione e dell’apparenza Los Angeles e Las Vesgas.

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La pellicola principia facendo riferimento ad una classica struttura fiabesca che allude simbolicamente al processo di individuazione, quel processo che Jung descrive come il percorso di avvicinamento al Sé. Proprio quella lunga lotta che intraprende il principe della fiaba nella ricerca di quell’unica e inimitabile perla che è la sola che può conferire un significato profondo all’esistenza di ciascuno di noi.

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Come per ogni fiaba che si rispetti nella pellicola del regista texano la ricerca del sé avviene anche tramite una serie di figure femminili attraverso le quali il protagonista cerca il contatto con la propria anima. Tuttavia in questo caso non sembrano riuscire adeguatamente a fungere da mezzo di connessione con l’anima del protagonista, il quale sembra perdersi nella ricerca costante di nuovi corpi senza mai trovare una intima soddisfazione. Costantemente il film di Malick trasmette un senso di grande amarezza propria di coloro che falliscono nella ricerca del significato autentico della propria vita e si perdono nel rumore e nel vuoto sfavillio del mondo.

Splendide le interpretazioni del cast stellato fra cui annoveriamo Cate BlanchettChristian BaleIsabel LucasNatalie PortmanAntonio Banderas che si sono accostati con estrema intensità al percorso intimo proposto da Malick.

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Knight of Cups” è decisamente meno ispirato rispetto alle glorie del passato e propone un percorso umano e spirituale cupo, in un turbinio di apparenza e superficialità che lascia sgomenti e senza speranza alcuna. Difficilmente la profondità e l’amarezza dell’analisi proposta sarà apprezzata dello spettatore in cerca di evasione, Malick si spinge costantemente più in là alla ricerca di sfide narrative, umane e spirituali sempre più ardite e sempre più avulse da concetto di intrattenimento.

Saranno forse in pochi che apprezzeranno ma quei pochi apprezzeranno dal profondo dell’animo.

Regia: Terrence Malick Con: Christian Bale, Cate Blanchett, Natalie Portman, Joel Kinnaman, Wes Bentley, Isabel Lucas, Imogen Poots, Freida Pinto, Teresa Palmer, Shea Whigham, Antonio Banderas, Ryan O’Neal, Joe Manganiello Anno: 2015 Paese: USA Distribuzione: Adler Entertainment 
"Knight of Cups", nel suo nuovo progetto il geniale Terrence Malick va alla ricerca di profondi abissi e disillusioni umane L'ultima fatica del controverso e visionario autore cinematografico Terrence Malick ci immerge nella crisi esistenziale di uno scrittore di successo alle prese con la ricerca del significato della propria esistenza fra fantasmi familiari e un turbinio di avventure sentimentali ed erotiche. Lungamente avvolto da una fitta coltre di mistero, anche per gli stessi attori che hanno partecipato al film, "Knight of Cups" descrive il calvario esistenziale del protagonista attraverso le immagini archetipiche degli arcani maggiori, tracciando attraverso di essi un…
Commento Finale - 75%

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Lungamente avvolto da una fitta coltre di mistero, anche per gli stessi attori che hanno partecipato al film, "Knight of Cups" descrive il calvario esistenziale del protagonista attraverso le immagini archetipiche degli arcani maggiori, tracciando attraverso di essi un percorso a tappe nel quale si dipana l'amarezza di una vita apparentemente di successo ma nei fatti priva di un significato profondo. La pellicola utilizza una classica struttura fiabesca che allude simbolicamente al processo di identificazione, quel processo che Jung descrive come il percorso di avvicinamento al Sé. Proprio quella lunga lotta che intraprende il principe della fiaba nella ricerca di quell’unica e inimitabile perla che è la sola che può conferire un significato profondo all’esistenza di ciascuno di noi. Splendide le interpretazioni del cast stellato fra cui annoveriamo Cate Blanchett, Christian Bale, Isabel Lucas, Cate Blanchett, Natalie Portman, Antonio Banderas che si sono accostati con estrema intensità al percorso intimo proposto da Malick.

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About Elisabetta Prantera

Elisabetta Prantera
Ricercatrice sociale/redattrice, saltella da una vita tra una rilevazione e la visione compulsiva di film e serie tv...perché un buon film può sanare quasi tutti i mali del corpo e dello spirito.

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