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Jason Bourne – Recensione – Un film di Paul Greengrass

Jason Bourne: dopo quasi dieci anni dal terzo capitolo Matt Damon torna a vestire i panni del sicario più famoso e apprezzato della cinematografia moderna.

Avevamo lasciato Jason Bourne in idea di pensione,  dopo essersi vendicato e aver scoperto la sua vera identità, deciso a nascondersi nell’ombra per trovare una insperata serenità, stanco dei tanti morti che si è lasciato alle spalle. Un nuovo programma, sviluppato da una struttura con poteri più grandi della vecchia organizzazione, sta per essere attivato per utilizzare a proprio favore il terrorismo e la tecnologia, per controllare le insurrezioni e le guerre. Jason sarà costretto ad uscire allo scoperto per cercare di porre finalmente la parola fine al sistema.

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Dopo nove anni Matt Damon torna a vestire i panni di Jason Bourne, uno dei suoi personaggi più famosi, in compagnia del regista Paul Greengrass, già dietro la macchina da presa per The Bourne Supremacy (2004) e The Bourne Ultimatum (2007). Un ritorno attesissimo dopo lo spin-off con protagonista Jeremy Renner (The Bourne Legacy), che nonostante la discreta fattura non ha purtroppo totalmente convinto i favori del pubblico. Per questo la produzione ha scelto di tirare fuori dalla naftalina l’indimenticabile protagonista originale, per dare vita ad un quarto capitolo che contrariamente ai precedenti, punta molto sulle sequenze d’azione e poco sulla qualità della struttura narrativa.

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Realizzato idealmente come una rumorosa rimpatriata tra vecchi amici, Jason Bourne, offre una struttura narrativa che si divide in due: scene d’azione (in cui i fan ritroveranno gli elementi del vecchio e caro Jason) e lunghe sequenze di personaggi seduti davanti al PC o con in mano gli immancabili smartphone. Il tutto viene gestito e alimentato da un ritmo fin troppo spinto che sicuramente resterà indigesto a molti spettatori alle prime armi con la saga o non perfettamente avvezzi al genere.

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Non un brutto episodio ma onestamente il più debole, per molti aspetti quasi superfluo nonostante una confezione impeccabile diretta con maestria dal bravissimo Greengrass. I fan della serie molto probabilmente apprezzeranno il film oltre i demeriti di una narrazione generica e spesso confusionaria nella sua messa in scena. Un vero peccato perché pur con tutti i suoi limiti Jason Bourne è un prodotto di intrattenimento di sufficiente livello ma ci si aspettava oggettivamente di più.

Regia: Paul Greengrass. Con: Matt Damon, Alicia Vikander, Julia Stiles, Tommy Lee Jones, Vincent Cassel, Riz Ahmed, Ato Essandoh, Scott Shepherd, Bill Camp, Vinzenz Kiefer, Stephen Kunken. Anno: 2016 Durata: 123 Min Paese: USA Distribuzione: Universal Pictures
Jason Bourne: dopo quasi dieci anni dal terzo capitolo Matt Damon torna a vestire i panni del sicario più famoso e apprezzato della cinematografia moderna. Avevamo lasciato Jason Bourne in idea di pensione,  dopo essersi vendicato e aver scoperto la sua vera identità, deciso a nascondersi nell'ombra per trovare una insperata serenità, stanco dei tanti morti che si è lasciato alle spalle. Un nuovo programma, sviluppato da una struttura con poteri più grandi della vecchia organizzazione, sta per essere attivato per utilizzare a proprio favore il terrorismo e la tecnologia, per controllare le insurrezioni e le guerre. Jason sarà costretto ad uscire…
Commento Finale - 60%

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Dopo nove anni Matt Damon torna a vestire i panni di uno dei suoi personaggi più famosi in compagnia del regista Paul Greengrass. Una rumorosa rimpatriata tra vecchi amici, Jason Bourne, offre una struttura narrativa che si divide in due: scene d'azione (in cui i fan ritroveranno gli elementi del vecchio e caro Jason) e lunghe sequenze di personaggi seduti davanti al PC. Un film gestito e alimentato da un ritmo fin troppo spinto che sicuramente resterà indigesto a molti spettatori. Non un brutto episodio ma onestamente solo i fan apprezzeranno la pellicola oltre i demeriti di una narrazione generica e spesso confusionaria.

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About Davide Belardo

Davide Belardo
Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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