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In bici senza sella – Recensione – Un film di Registi Vari

In bici senza sella, film indipendente presentato  ad Alice nella Città al Festival del Cinema di Roma 2016, dal 3 novembre al cinema con la benedizione artistica di Colin Firth.

Nei cinema si torna a raccontare l’Italia e il mondo del lavoro al punto di vista di sette registi emergenti, con In Bici Senza Sella. Ideato da Alessandro Giuggioli e articolato in 6 episodi interdipendenti, In Bici Senza Sella presenta in chiave sarcastica, e oltremodo grottesca, le situazioni in cui si trovano gli italiani alle prese con il mondo del lavoro. E la metafora del titolo è la più realistica possibile: la pedalata è su un sentiero impervio, pieno di ostacoli in cui ovviamente l’inculatura è dietro ogni angolo, proprio perché anche il mezzo che ci è stato dato per intraprendere il nostro percorso di vita è difettoso. Tutti, dal facchino al laureato alla donna che finalmente firma il suo primo contratto e pensa di essere in salvo ai non più giovani ma ancora in corsa ai precari e ai cassaintegrati, sono in corsa verso un futuro difficile per cui è impossibile mettersi l’anima in pace.

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In Santo Graal, di Giovanni Battista Origo, i protagonisti, 2 facchini/svuotacantine, sono talmente disperati che arrivano a rifiutare il miracolo della vita eterna: precari per l’eternità? Meglio di no. I precari della notte, di Sole Tonnini e Gianluca Mangiasciutti, l’episodio che ha gettato le fondamenta per l’intero progetto, grottescamente ispirato a “I Guerrieri della Notte” di Walter Hill, ci racconta di guerrieri che non si fanno la guerra per difendere il proprio quartiere ma per il posto migliore in fila all’Inps. Una guerriglia sociale in cui la fuga è l’arma migliore contro i cassintegrati e i lavoratori in nero. Curriculum Vitae, di Matteo Giancastro, è la storia della stragrande maggioranza dei laureati italiani: troppo qualificati per avere un lavoro, immersi in un Far West di colloqui dai quali non si esce mai vincitori. Crisalide, di Cristian Iezzi e Chiara De Marchis, si spinge più in profondità. Racconta la tragedia dell’essere donna nel mondo del lavoro. Il tono è ancora una volta grottesco ed ironico ed è forse l’episodio più riuscito tra i sei. Con Il Parassita, diretto da Francesco Dafano, il tono ironico e cinico lascia spazio ad un racconto surreale, quasi onirico, sottolineato dal mutismo del protagonista. L’ultimo episodio, Il Posto Fisso, di Sole Tonnini, racconta la corsa ad ostacoli contro il tempo per raggiungere il traguardo del posto fisso.
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“In Bici Senza Sella” racconta la quotidianità del precariato in cui il paradosso surreale è attualissimo. Il progetto di Alessandro Giuggioli è la giusta metafora di una situazione drammatica travestita da commedia: ridiamo e sorridiamo perché effettivamente la realtà è grottesca. Le nostre sono risate amare quelle di chi davvero non può far altro che prenderla a ridere per non piangere.
Regia: Francesco Dafano, Chiara De Marchis, Matteo Giancaspro, Cristian Iezzi, Gianluca Mangiasciutti, Giovanni Battista Origo, Solange Tonnini Con: Riccardo De Filippis, Edoardo Pesce, Alberto Di Stasio, Michele Bevilacqua, Luca Scapparone, Alessandro Giuggioli, Flavio Domenici, Stefano Ambrogi, Francesco Montanari, Emanuela Mascherini, Alberto Gimignani, Ciro Scalera Anno:2016 Durata: 100 min. Paese: Italia Distribuzione: Zenit Distribution  
In bici senza sella, film indipendente presentato  ad Alice nella Città al Festival del Cinema di Roma 2016, dal 3 novembre al cinema con la benedizione artistica di Colin Firth. Nei cinema si torna a raccontare l'Italia e il mondo del lavoro al punto di vista di sette registi emergenti, con In Bici Senza Sella. Ideato da Alessandro Giuggioli e articolato in 6 episodi interdipendenti, In Bici Senza Sella presenta in chiave sarcastica, e oltremodo grottesca, le situazioni in cui si trovano gli italiani alle prese con il mondo del lavoro. E la metafora del titolo è la più realistica…
Commento Finale - 56%

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Film indipendente nato da un'idea di Alessandro Giuggioli, In Bici senza sella offre uno spaccato in chiave ironico-cinica della grottesca realtà del lavoro in Italia. Tra precari, cassintegrati, donne con contratto a tempo indeterminato ma incinte, non più giovani precari in corsa per il posto fisso più sicuro. Poco rasserenante per i giovani lavoratori precari, più adatto a chi un lavoro "sicuro" ce l'ha e può tranquillamente scherzarci su. Grottesco e cinico. Nei cinema dal 3 novembre 2016

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