Home / RECENSIONI / Drammatico / Il Clan – Recensione – Un Film di Pablo Trapero

Il Clan – Recensione – Un Film di Pablo Trapero

“Il Clan”, la storia vera di una famiglia non convenzionale che sconvolse l’Argentina

Nel tranquillo paesino di San Isidro in Argentina, un’apparente normale famiglia si guadagna da vivere attraverso sequestri di persona. Capeggiata dal patriarca e tiranno Arquímedes Puccio (Guillermo Francella), i sequestri vengono effettuati attraverso gli adescamenti di giovani rampolli dell’alta società locale avvicinati grazie alla fama del figlio Alejandro (Juan Pedro Lanzani), campione di rugby del mitico team “Los Pumas”. Grazie alla protezione del regime militare, Puccio, non si preoccupa minimamente delle conseguenze delle sue azioni neanche nei confronti della sua stessa famiglia. Niente sembra poterlo fermare, neppure l’arrivo della democrazia, ma la crescente ondata di violenza è destinata a travolgere chiunque.

Il-Clan-2015-recensione-testa

Dopo la discreta collaborazione artistica nel dirigere Ricardo Darín (Carancho e Elefante Blanco), il regista Pablo Trapero torna al cinema con la rappresentazione di una delle storie di cronaca nera più sconvolgenti del suo paese. Ambientata nell’Argentina degli anni’80, nella delicatissima fase di transizione dalla feroce dittatura militare ad una fragile democrazia, la pellicola si segnala come un solido thriller capace di esaminare con lucidità alcune delle sfumature politiche di una nazione allo sbando attraverso gli occhi dei suoi due protagonisti: il despota Puccio e suo figlio Alejandro. Un ritratto macabro delle conseguenze generate dalla dittatura argentina, in cui la realtà si fonde ad una narrazione che bilancia discretamente intrigo, azione, tensione  e universo familiare.

“La tua libertà o il tuo giudizio, dipendono da me. Se cado io, cadiamo tutti”

Il Clan“, porta sullo schermo una lezione di storia argentina malata, sostenuta da una fedeltà familiare incondizionata, in cui le interpretazioni dei suoi protagonisti lasciano il segno. Una narrazione cupa caratterizzata da una grande tensione, in cui il regista ci rende partecipi e complici delle attività criminali della famiglia, grazie ad una presenza costante della camera al fianco dei suoi protagonisti.

Il-Clan-2015-recensione-centro

Il Clan“, Leone d’Argento per la migliore regia a Venezia 72,  è un dramma buio forgiato sui classici del genere dai quali trae ispirazione e vuole assomigliare. Cercando di mascherare così il suo unico limite: l’originalità di struttura.

Regia: Pablo Trapero. Con: Antonia Bengoechea, Fernando Miró, Franco Masini, Gastón Cocchiarale, Giselle Motta, Guillermo Francella, Juan Pedro Lanzani. Anno: 2015 Durata: 108 Min Paese: Argentina, Spagna Distribuzione: 01 Distribution.
"Il Clan", la storia vera di una famiglia non convenzionale che sconvolse l'Argentina Nel tranquillo paesino di San Isidro in Argentina, un'apparente normale famiglia si guadagna da vivere attraverso sequestri di persona. Capeggiata dal patriarca e tiranno Arquímedes Puccio (Guillermo Francella), i sequestri vengono effettuati attraverso gli adescamenti di giovani rampolli dell'alta società locale avvicinati grazie alla fama del figlio Alejandro (Juan Pedro Lanzani), campione di rugby del mitico team "Los Pumas". Grazie alla protezione del regime militare, Puccio, non si preoccupa minimamente delle conseguenze delle sue azioni neanche nei confronti della sua stessa famiglia. Niente sembra poterlo fermare, neppure l'arrivo della democrazia, ma la crescente…
Commento Finale - 70%

70%

Un dramma buio forgiato sui classici del genere dai quali trae ispirazione e vuole assomigliare. Una lezione di storia argentina malata, sostenuta da una fedeltà familiare incondizionata, in cui le interpretazioni dei suoi protagonisti lasciano il segno. Il suo unico limite: è la scarsa originalità di struttura.

User Rating: Be the first one !

About Davide Belardo

Davide Belardo
Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

Guarda anche

la-tenerezza-recensione-copertina

La Tenerezza – Recensione – Un Film di Gianni Amelio

A quasi quattro anni da “L’intrepido”, Gianni Amelio dirige Renato Carpentieri, Micaela Ramazzotti, Giovanna Mezzogiorno …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *