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Frantz – Recensione – Un Film di François Ozon

“Frantz” di François Ozon, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, arriva al cinema dal 22 Settembre con Academy Two. Tratto da una pièce e ispirato ad un film di Ernst Lubitsch, ripercorre le vicende di due sfortunati amanti dopo la prima guerra mondiale.

Anna (Paula Beer) è una giovane, costretta ad affrontare la morte del suo promesso sposo alla fine della grande guerra. Ospite a casa dei futuri suoceri, riceve la visita inaspettata di Adrian (Pierre Niney), un sedicente amico di Frantz (il suo promesso). Sebbene all’inizio la nazionalità francese del nuovo arrivato susciti , soprattutto nella famiglia del defunto, delle asprezze e diffidenze, con il passare del tempo tutta la famiglia comincia ad affezionarsi al giovane; fino al momento di una rivelazione che comprometterà la relazione fra Anna e Adrien.

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François Ozon torna al cinema con un melodramma in costume e in bianco e nero. Caratteristiche che di per se dovrebbero conferire agli occhi dello spettatore meno smaliziato un’atmosfera afosa. Tuttavia vuoi per l’interpretazione degli attori che per il materiale di partenza, il film risulta più leggero di quanto si possa immaginare. Non si presagiscono tematiche intellettualoidi o pesantezza narrativa, “Frantz” si ripropone semplicemente di raccontare una storia d’amore, seppur infelice e complicata.

La tolleranza e le bugie sono i temi principali affrontati da “Frantz”, accompagnati dalla mancanza, e dal vuoto lasciato da una guerra devastante. Sono i giovani le principali vittime del conflitto, quelle più toccate dalle tragedie e segnate caratterialmente da orrori che non immaginavano neanche di commettere. La storia d’amore tra Anna e Adrien non è particolarmente satura di avvenimenti, è l’atmosfera che invece caratterizza le loro vicende, un clima malinconico e evanescente.

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Sebbene le ambizioni del regista si percepiscano come alte, la pellicola non risulta particolarmente ispirata. La lentezza degli eventi serve sì a dare un tono alla storia ma si protrae eccessivamente, soprattutto nella prima parte dell’opera. Molti degli avvenimenti che caratterizzano la trama sono abbandonati, fini a se stessi, mentre altri fortunatamente danno consistenza alla narrazione. Le scelte registiche sono tuttavia scontate e già viste, cominciando con il passaggio da bianco e nero a colore (già visto similmente in “A Single Man” di Tom Ford) e fanno pensare a stratagemmi d’impatto, a mode, più che a vezzi stilistici.

“Frantz” finisce per essere una lunga e travagliata storia d’amore postbellica, dalla profondità simulata, che accenna e sussurra temi di rilevanza sociale e filosofica, accantonati per dare spazio al dramma sentimentale. Il racconto da semplice pretesto si fa protagonista, mentre ci si dimentica di lasciare messaggio chiaro e deciso.

Regia: François Ozon Con: Pierre Niney – Paula Beer – Ernst Stötzner – Marie Gruber – Johann von Bülow – Anton von Lucke – Cyrielle Clair – Alice de Lencquesaing Anno: 2016 Paese: Francia Durata: 113 min. Distribuzione: Academy Two
"Frantz" di François Ozon, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, arriva al cinema dal 22 Settembre con Academy Two. Tratto da una pièce e ispirato ad un film di Ernst Lubitsch, ripercorre le vicende di due sfortunati amanti dopo la prima guerra mondiale. Anna (Paula Beer) è una giovane, costretta ad affrontare la morte del suo promesso sposo alla fine della grande guerra. Ospite a casa dei futuri suoceri, riceve la visita inaspettata di Adrian (Pierre Niney), un sedicente amico di Frantz (il suo promesso). Sebbene all'inizio la nazionalità francese del nuovo arrivato susciti , soprattutto nella famiglia del defunto, delle asprezze…
Commento Finale - 65%

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Ambientata alla fine della Prima Guerra Mondiale, la relazione tra Adrien e Anna si dimostra fin da subito tragica e complicata, ricca di contraddizioni menzogne e mancanze. François Ozon agisce in maniera conseguente, togliendo elementi che avrebbero fornito carattere, e concludendo una pellicola troppo evanescente e delicata per restare impressa nella mente degli spettatori. Le tematiche sono profonde e sensibili ma manca di entusiasmo, di ritmo e coinvolgimento.

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About Alice De Falco

Innanzitutto è fondamentale dire che prova molto imbarazzo nel descriversi in terza persona, ma cosa non si fa per la gloria. Al mondo da fine 1996, fa le scuole (come tutti) e poi le finisce (come quasi tutti), dicendo addio al liceo scientifico e ciao al magico mondo del cinema. Da grande vuole fare la regista, avere un sacco di soldi e possibilmente sposare Wes Anderson anche se è un po’ brutto.

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