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Domani – Recensione – Un film di Cyril Dion e Mélanie Laurent

Lucky Red, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, porta al cinema “Domani” l’interessante esprimento cinematografico  di Cyril Dion e Mélanie Laurent.

Cosa fareste se vi dicessero che nel 2100, il mondo come lo conosciamo scomparirà?

La stessa domanda se la sono posta Cyril Dion e Mélanie Laurent che in Domani cercano di dare una nuova visione del mondo. Il loro docufilm nasce con l’intento di raccontare come, in tutto il mondo, nuovi modelli e idee di agricoltura, economia, energia, istruzione, pianificazione urbanistica e politica stanno cambiando l’immaginario comune del mondo. Domani è il documentario che finalmente si approccia al problema in modo diverso, senza condannare, senza limitarsi ad analizzare e a smontare.

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Il viaggio di Domani, prende spunto da uno studio scientifico pubblicato nel 2012 sulla rivista Nature, che annuncia un crollo generalizzato degli ecosistemi e la fine della vita sulla terra. Un docufilm con contaminazioni road movie, costruito sul viaggio della troupe in giro per il mondo, raccontato dal dialogo tra Mélanie Laurent e Cyril Dion. Durante la loro inchiesta, i due incontrano leader politici e amministratori che spiegano perché le soluzioni attuate in tante parti del mondo non vengono applicate in Europa.

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Articolato in 5 parti interdipendenti, Domani crea un nuovo scenario, non apocalittico (era ora!), in cui si anima un possibile disegno per un mondo nuovo.

Partendo dal tema dell’Agricoltura, Laurent e Dion, raccontano di come è possibile produrre più cibo senza l’ausilio di fertilizzanti e pesticidi, una meccanizzazione ridotta al minimo e una vera e propria “riparazione” della natura; ci parlano di come le città possono reincorporare l’agricoltura nel loro piano urbanistico, di come le campagne possono essere ripopolate e dimostrano che il progetto è applicabile su vasta scala grazie all’agroecologia. I due si scontrano però col il primo grande impedimento: l’industria petrolchimica. E l’ unico modo per apportare un cambiamento in agricoltura è dare vita ad un importante processo di transizione energetica.  È con questo interrogativo che si affronta la seconda parte di Domani: l’Energia, in cui ci mostrano qual è un futuro energetico possibile, in cui città e paesi si riorganizzano per diventare indipendenti da petrolio, da energia fossile e nucleare e come questa trasformazione sia già in atto. A questo punto, il nuovo ostacolo con cui i registri si scontrano è quello illustrato nella terza parte, l’Economia: ci viene svelato come sia possibile creare nuovi sistemi monetari pensati per finanziare i nuovi legami col territorio, creare un’indipendenza gestionale e la costruzione di nuove reti. Grazie all’economia circolare si possono creare catene produttive senza rifiuti, in cui tutti i materiali possono essere riciclati all’infinito e in cui i rifiuti diventano una risorsa. Questo sistema viene però a scontrarsi con l’avidità personale. Si passa perciò alla quarta parte del viaggio di Domani: la Democrazia. Nell’attuale sistema democratico infatti il cittadino comune non ha quasi alcun potere. Ci sono però, in alcuni paesi, dei sistemi democratici diretti che permettono ai cittadini di lavorare fianco a fianco con i politici: la mobilitazione è l’unica strategia per creare una massa critica. Questa massa critica è possibile creala laddove si sia cambiato il sistema scolastico. La quinta parte, l’Istruzione, ci porta direttamente all’interno di quelle scuole che hanno rivoluzionato il loro sistema scolastico,dove i bambini imparano a collaborare, risolvere conflitti e vivere in armonia con se stessi, con gli altri e con la natura. Interi paesi stanno investendo su un nuovo tipo di educazione scolastica affinché emerga una nuova generazione e questa strategia è applicabile ovunque.

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Il viaggio di Domani si conclude lasciando aperta la speranza nel futuro ma allo stesso tempo con l’interrogativo più importante: quello che forse le nostre democrazie non funzionano così bene. Come già anticipato, il film si propone di cambiare lo scenario del nostro avvenire dimostrando che tutto è collegato: si parte dai temi classici dell’economia fino ad arrivare ad una storia globale parlando di economia e politica. Il punto chiave di Domani, ed è la cosa che più si apprezza di questo docufilm on the road, è che non è assolutamente un documentario ecologista, ma una testimonianza di come potrebbe essere la nostra società nel futuro e di come tutte le iniziative presentate sono alla portata di tutti e possono essere messe in pratica da subito. Altro particolare apprezzabile è la semplificazione e l’accessibilità degli argomenti trattati che in genere risultano abbastanza noiosi se non ostici per i non addetti ai lavori. La sua forza è nel riuscire a mostrare un nuovo scenario possibile e un futuro migliore per tutti. Un futuro e un immaginario nuovi che partono dal dibattito, dalle riflessioni e dalle azioni di tutti.

Regia: Cyril Dion, Mélanie Laurent Con: Cyril Dion, Mélanie Laurent, Pierre Rabhi Anno: 2015 Durata: 118 min. Paese: Francia Distribuzione: Lucky Red
Lucky Red, con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, porta al cinema "Domani" l'interessante esprimento cinematografico  di Cyril Dion e Mélanie Laurent. Cosa fareste se vi dicessero che nel 2100, il mondo come lo conosciamo scomparirà? La stessa domanda se la sono posta Cyril Dion e Mélanie Laurent che in Domani cercano di dare una nuova visione del mondo. Il loro docufilm nasce con l'intento di raccontare come, in tutto il mondo, nuovi modelli e idee di agricoltura, economia, energia, istruzione, pianificazione urbanistica e politica stanno cambiando l'immaginario comune del mondo. Domani è…
Commento Finale - 80%

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Dal 6 ottobre sarete presi per mano ed accompagnati in un fantastico viaggio nel mondo. Esce infatti "Domani" un docufilm con contaminazioni roadmovie, che vi racconta, con un linguaggio semplice, chiaro e diretto, come in tutto il mondo, nuovi modelli e idee di agricoltura, economia, energia, progettazione urbanistica ed educazione scolastica possono cambiare le nostre vite e salvare il nostro pianeta nel futuro. Vi entusiasmerà, anche chi non è appassionato di tematiche ambientaliste non potrà non rivedere le sue posizioni ed iniziare una riflessione. Non è il solito documentario distruttivo, non condanna e non smonta nessuna teoria. Semplicemente fornisce delle soluzioni per sostituire all'ormai comune immaginario apocalittico riguardo il futuro della terra e dei suoi abitanti un nuovo immaginario positivo e soprattutto possibile. Al cinema dal 6 ottobre

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