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Captain Fantastic – Recensione – Un Film di Matt Ross

Alla Festa del Cinema di Roma sbarca “Captain Fantastic” di Matt Ross, in collaborazione con la sezione di Alice nella Città. Viggo Mortensen è padre di sei figli in questa commedia on the road, nella quale tenta una missione decisamente particolare.

Sei bambini e il loro padre vivono nella più selvaggia natura, isolati dalla società e immersi nei boschi incolti della Weast Coast. Cacciano per cibarsi, studiano libri di fisica quantistica e politica, sono tutti forti, intelligenti ma soprattutto liberi. La loro perfetta e selvaggia vita viene però interrotta dalla morte della madre e dal conseguente funerale. Le asprezze fra il suocero e Ben, impediscono a lui e ai suoi bambini di assistere alla cerimonia, finché insieme non decideranno di intraprendere la missione “salvare mamma”.

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Tra le storie più belle e tenere degli ultimi anni, Captain Fantastic è un film del quale è difficile non innamorarsi. Semplice e scorrevole va diretto al cuore senza farsi sfuggire un mare di risate. Il bambino che è in noi si risveglia guardando quella vita che sicuramente tutti abbiamo desiderato: sei fratelli liberi nei boschi, autosufficienti e con un padre meraviglioso che dedica la sua vita all’educazione dei propri figli.

E’ proprio l’educazione il tema fondamentale della pellicola, dal quale si possono trarre conclusioni infinite. Il rifugio della famiglia dei protagonisti è un piccolo paradiso: un perfetto connubio tra Atene e Sparta, tra rapporto primordiale dell’uomo con la natura e il suo corpo, la supremazia dell’intelletto, il continuo esercizio di dialettica che mantiene viva una mente. I bambini di Ben sono quello che tutti i genitori sognano, il modo in cui sono stati cresciuti è, come citato nel film stesso, un’evidente tentativo di mettere in pratica lo Stato Ideale di Platone. Ma c’è un motivo per il quale già dall’età dei greci si sapeva che questa sarebbe stata un’utopia. Quali sono le conseguenze di una rigida e dura istruzione?

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Con un gioco di punti di vista, Captain Fantastic ci rende completamente consapevoli dei difetti di quelli che crediamo essere i più perfetti esseri umani. Ben, da eroe, padre modello e uomo dal grande coraggio, passa abilmente dalla parte del torto una volta che le sue forti convinzioni vengono messe in dubbio da un personaggio altrettanto fermo. Le sue tesi, che in un primo momento ci sembrano illuminanti, vengono sopraffatte dalle conseguenze delle sue azioni che portano il suo personaggio ad un cambiamento radicale. Una mutazione nella quale riassume le contraddizioni del suo precedente Io, per tornare poi in se stesso.

Un road movie su uno schoolbus adibito a casa, vede i geniali protagonisti crescere e avere a che fare con un mondo che non gli appartiene. Le reazioni, come è facile immaginare, sono esilaranti. I dialoghi forbiti e le assurde e incredibilmente colte affermazioni dei bambini servono da perfetto contrasto con la volgare società che li circondano. Da assurde proposte di matrimonio a spinose conversazioni sulla sessualità, ogni bambino ha un ruolo reciso, un archetipo che ricopre senza scadere nello stereotipo.

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Tecnicamente non invadente, ma piacevolmente realizzato. La fotografia naturalistica, della quale la luce naturale è assoluta protagonista, avvolge i personaggi nelle giornate di sole, trasmettendo calore e serenità. La regia di Matt Ross in Captain Fantastic è invisibile e non invadente, lasciando agli interpreti spazio e libertà. Dal più piccolo dei bambini, ai figli adolescenti, i giovani attori sono tutti ugualmente sorprendenti.  Indimenticabili i piccoli e biondissimi Shree Crooks (Zaja) e Charlie Shotwell (Nai), che, in grado di esprimere la loro ingenuità e allo stesso tempo grande maturità, si dimostrano attori meravigliosi, nonostante la giovanissima età. Viggo Mortensen ricopre il suo ruolo con una sensibilità tangibile, con evidente dedizione ed aiutato da una fisicità che si sposa perfettamente con il suo personaggio. La sua evoluzione è la più dolorosa e la passione che mette nell’interpretazione ci aiuta ad identificarci con lui, soffrendo e commuovendoci allo stesso tempo.

Captain Fantastic è una meravigliosa commedia agrodolce, non scade mai nel banale e sorprende per la sua sensibilità. Una storia per bambini, un incrocio tra Peter Pan con i suoi Bambini Sperduti, “Una Scatenata Dozzina” e “Little Miss Sunshine”, che fa sognare e desiderare di fare parte di quel mondo. Il modo in cui è sceneggiata però la rende forse più per adulti, con dialoghi troppo acuti per essere apprezzati da un pubblico più giovane.

Regia: Matt Ross Con: Viggo Mortensen – Steve Zahn – Kathryn Hahn – George MacKay – Samantha Isler – Annalise Basso – Nicholas Hamilton – Shree Crooks – Charlie Shotwell – Frank Langella – Ann Dowd – Missi Pyle – Erin Moriarty Anno: 2016 Paese: Stati Uniti Durata: 118 min. Distribuzione: Good Films
Alla Festa del Cinema di Roma sbarca "Captain Fantastic" di Matt Ross, in collaborazione con la sezione di Alice nella Città. Viggo Mortensen è padre di sei figli in questa commedia on the road, nella quale tenta una missione decisamente particolare. Sei bambini e il loro padre vivono nella più selvaggia natura, isolati dalla società e immersi nei boschi incolti della Weast Coast. Cacciano per cibarsi, studiano libri di fisica quantistica e politica, sono tutti forti, intelligenti ma soprattutto liberi. La loro perfetta e selvaggia vita viene però interrotta dalla morte della madre e dal conseguente funerale. Le asprezze fra il suocero e…
Commento Finale - 85%

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Una storia che risveglia il bambino che è in noi, ci rende invidioso di sei bellissimi fratelli e sorelle liberi e selvaggi nei boschi. Atmosfere che rimangono dentro, la leggerezza e sincerità con la quale sono affrontati i problemi della vita impressionano e fanno riflettere. Il film è tra le commedie più coinvolgenti, divertenti e commuoventi degli ultimi anni. Un cast impressionante e una regia sensibile per è un prodotto universale. Praticamente impossibile non amarlo.

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About Alice De Falco

Innanzitutto è fondamentale dire che prova molto imbarazzo nel descriversi in terza persona, ma cosa non si fa per la gloria. Al mondo da fine 1996, fa le scuole (come tutti) e poi le finisce (come quasi tutti), dicendo addio al liceo scientifico e ciao al magico mondo del cinema. Da grande vuole fare la regista, avere un sacco di soldi e possibilmente sposare Wes Anderson anche se è un po’ brutto.

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