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Al di là delle montagne – Recensione – Un Film di Zhang Ke Jia

“Al di là delle montagne” di Zhang Ke Jia, poema epico contemporaneo, affronta attraverso la nascita di un amore fino alla sua disfatta, le sue catastrofiche conseguenze dello sviluppo del capitalismo.

Diviso in tre atti, “Al di là delle montagne” vede Tao, la ragazza più ambita della città, corteggiata da Liangzi e Zhang. Nel 1999 la giovane è finalmente costretta a scegliere fra i due, per mettere fine alle sofferenze di entrambi. La sua scelta ricade su  Zhang, giovane ambizioso che ha già intrapreso la sua strada nel mondo dell’alta finanza. La loro unione non sarà tuttavia felice è nel 2014, Tao e Zhang si separano, il loro figlio Dollar vive con il padre in una città lontana e in occasione di un funerale si ricongiunge brevemente con la madre. L’ultimo atto si svolge nel 2025, quando ormai Dollar e il padre si sono trasferiti in Australia e il giovane sente il bisogno di ricercare le sue radici.

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“Al di là delle montagne” è l’emblema filmico del pessimismo storico leopardiano. Il regista, attraverso le scelte stilistiche ma soprattutto tramite una sceneggiatura asciutta ed essenziale, presenta la sua visione disfattista sulle conseguenze della minaccia capitalista. Più la società si evolve, più la ragione si fa spazio nella mente dell’individuo, più sprofonda nell’infelicità. L’avanzare della tecnologia, dell’evoluzione, e l’abbandono dell’istinto, segnano un distacco dalla poesia della vita.

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Le tre fasi del film caratterizzano molto bene questa teoria: la prima è visivamente emozionante, perfetta e innovativa. I colori sono accesi e le scene sono costruite magistralmente. Nulla è fuori posto e ogni scelta di regia può essere presa come esempio. Nella seconda si abbandona il formato in 4:3 per tornare a quello più consueto in 16:9, la scenografia è grigia e cupa, così come gli eventi raccontati. L’ultima parte è in 2.35: 1, ormai tutti i protagonisti hanno abbandonato l’infanzia e sono costretti a fare i conti con l’infelicità. La ragione e la realtà hanno demolito i loro sogni, ognuno è responsabile del suo destino, tranne Dollar, vittima innocente delle pessime scelte dei genitori. L’unico accenno di speranza si ha nell’ultima scena, poetica e esemplare rappresentazione di nostalgia, che riprende la poetica della giovinezza in una cornice di amarezza e malinconia.

“Al di là delle montagne” è un film che va analizzato a fondo, perché ricco di dettagli significanti ai fini della comprensione ultima. Dalla scelta dei costumi, sempre uguali nella prima parte (come se volessero cristallizzare quell’effimero momento di felicità), alla scelta di tre diversi formati, ognuno significante per quello che vuole rappresentare. Il regista Zhang Ke Jia firma una pellicola difficile, elaborata e pesante che però vale lo sforzo e ripaga lo spettatore con sequenze emozionanti e visivamente uniche.

Regia: Zhang Ke Jia Con: Zhao Tao – Yi Zhang – Jing Dong Liang – Zijian Dong – Sylvia Chang Anno: 2015 Durata: 120 min. Paese: Cina – Francia – Giappone Distribuzione: BIM Distribuzione
"Al di là delle montagne" di Zhang Ke Jia, poema epico contemporaneo, affronta attraverso la nascita di un amore fino alla sua disfatta, le sue catastrofiche conseguenze dello sviluppo del capitalismo. Diviso in tre atti, "Al di là delle montagne" vede Tao, la ragazza più ambita della città, corteggiata da Liangzi e Zhang. Nel 1999 la giovane è finalmente costretta a scegliere fra i due, per mettere fine alle sofferenze di entrambi. La sua scelta ricade su  Zhang, giovane ambizioso che ha già intrapreso la sua strada nel mondo dell'alta finanza. La loro unione non sarà tuttavia felice è nel 2014, Tao e Zhang si separano, il loro…
Commento Finale - 85%

85%

Il film percorre tre epoche, con le problematiche che esse comportano. La prima parte è sicuramente la più forte e particolare, con scelte stilistiche precise e interessanti, regala scene di forte impatto visivo che colmano i silenzi in scena. Nonostante la lentezza narrativa della pellicola e la sua complessità di struttura, la fatica dello spettatore viene ricompensata da una fotografia mozzafiato ma soprattutto dall'ultima scena, che rende questo film unico e capace di lasciare il segno nell'anima.

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About Alice De Falco

Innanzitutto è fondamentale dire che prova molto imbarazzo nel descriversi in terza persona, ma cosa non si fa per la gloria. Al mondo da fine 1996, fa le scuole (come tutti) e poi le finisce (come quasi tutti), dicendo addio al liceo scientifico e ciao al magico mondo del cinema. Da grande vuole fare la regista, avere un sacco di soldi e possibilmente sposare Wes Anderson anche se è un po’ brutto.

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