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Southpaw – L’ultima sfida di Antoine Fuqua – Recensione Film

Pensato inizialmente come ipotetico sequel di “8 Mile” (2002) con Eminem protagonista, “Southpaw – L’ultima sfida”, ha avuto una realizzazione talmente travagliata da vedere la luce solo dopo la bellezza di quasi 5 anni di tira e molla per i diritti del film. Scelto infine Jake Gyllenhaal (Billy Hope) nel ruolo del protagonista, con il buon Eminem rilegato al ruolo di produttore esecutivo della colonna sonora, il novello Rocky Balboa del nuovo millennio arriva in sala con uno script convenzionale e forzato capace di conquistare i favori del pubblico.

Forgiato su di una narrazione che fa della redenzione, della rivincita e dei sensi di colpa, la sua valvola di sfogo verso il successo, “Southpaw”, non cerca assolutamente di reinventare un tipo di pellicola che con la saga di “Rocky” e i suoi derivati tra cui il più recente e bellissimo “Warrior” (2011), ha già raccontato praticamente di tutto. Gli ingredienti sono sempre gli stessi, un campione arrogante perde tutto e deve imparare ha riconquistare la sua vita attraverso l’umiltà e gli insegnamenti di un allenatore tanto depresso quanto efficace nei suoi addestramenti. Aggiungete un pizzico di dramma alla narrazione, un antipaticissimo antagonista ed un ex mentore traditore, oltre ad una colonna sonora azzeccata, ed otterrete la più classica delle rivincite. Non mancano i principi del pugilato, disciplina che infonde la capacità di difendersi ed incassare i colpi bassi della vita. Romantica e sofferta nel suo sviluppo quanto soddisfacente ed esaltante nel suo epilogo.

Il regista Antonie Fuqua lascia le pistole a casa per tornare a dirigere un dramma umano, affidato alle ottime interpretazioni degli attori, oltre al protagonista si segnalano Forest Whitaker (Tick) e la piccola Oona Laurence (Leila Hope), che alzano il livello qualitativo dell’opera ben oltre i limiti di una sceneggiatura e struttura poco originale.

Basato completamente sull’emozioni che cerca di infondere anche eccessivamente nei confronti dello spettatore, “Southpaw”, è tecnicamente ben girato, intriganti tutte le scene sul ring, ed è assolutamente livellato per raggiungere il suo obbiettivo. Infiammare e commuovere.

About Davide Belardo

Davide Belardo
Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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