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Mortdecai di David Koepp – Recensione Film

Ennesimo ruolo gigioneggiante per Johnny Depp che questa volta veste i panni di Charles Mortdecai, eccentrico, disonesto e vizioso mercante d’arte creato dalla fervida immaginazione dello scrittore Kyril Bonfiglioli, autore di ben 4 romanzi sulle gesta di questo strambo individuo pubblicati tra il 1972 ed il 1985, editi in Italia da Edizioni Piemme. Un ruolo stravagante cucito a pennello sulla stella di Hollywood entrata in un tunnel senza via di uscita nel tentativo quasi goffo di riciclare sempre se stesso.

Massacrato senza appello dalla critica estera il film in realtà non è così pessimo ma anzi è sorprendentemente caratterizzato da un ritmo incalzante, un’intrigante atmosfera farsesca e gag spesso e volentieri piacevoli.

Ma allora cosa non convince di Mortdecai?

Impostato come una enorme giostra in giro per il mondo Mortdecai offre una struttura narrativa completamente immersa sempre sulle stesse dinamiche che si ripercorrono per tutta la durata del film. Ogni qualvolta Charles Mortdecai (Depp) è in difficoltà arriva in suo aiuto Jock Strapp (Paul Bettany) il suo fido maggiordomo tirapiedi, i siparietti di Mortdecai, di sua moglie Johanna (Gwyneth Paltrow) e dell’Ispettore Martland (Ewan McGregor) offrono sempre lo stesso copione, così come il resto delle situazioni che preferisco non elencare per non cadere nello stesso difetto della pellicola: la ripetitività.

Mortdecai è macchiato da una ripetitività a tratti quasi irritante. La corsa intorno al globo alla ricerca di un quadro leggendario del Goya viene fortunatamente sostenuta da un ritmo trotterellante che durante la visione offre il giusto grado di intrattenimento rafforzando positivamente una scrittura del film prolissa e insufficiente. Un vero peccato perché il personaggio di Kyril Bonfiglioli meritava un adattamento cinematografico assolutamente più frizzante e meno incline ai cliché del genere. In parte Mortdecai soffre del ritardo abissale con il quale sale sul treno delle produzioni hollywoodiane, paga plagi più o meno noti usciti prima di lui, è offuscato indubbiamente da un attore schiavo del proprio ruolo da macchietta ironica.

Al botteghino e al pubblico l’ardua sentenza. Sono sicuro che i fan di Depp e Bonfiglioli apprezzeranno la pellicola per quello che è: un divertente omaggio all’opera letterale. Senza patire la ripetitività di Deep e quello della struttura narrativa.

Il consiglio è quello di recuperare il libro dopo la visione. Godibile per una serata senza pretese.

About Davide Belardo

Davide Belardo
Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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