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John Wick di David Leitch e Chad Stahelski – Recensione Film

John Wick è un action duro e puro. Di quelli che, negli anni 80 e 90, sbancavano i botteghini al solo esser nominati. Prendi per registi una coppia di ex stuntmen, mettici un attore feticcio degli ultimi 20 anni, metti un po’ di musica ad alto contenuto distorsivo ed il quadro è completo.

La trama è puramente accessoria, quindi tenetevi alla larga dal film se siete di quegli pseudo intellettuali che riescono a godersi una pellicola solo se foriera di un qualche imperscrutabile messaggio filosofico. Il plot, nella sua essenzialità, è questo (e niente paura dello spoiler, tanto con la prima scena già saprete tutto o quasi, ma anche questo è di secondaria importanza): John Wick è un uomo innamorato, ma sua moglie, da tempo malata, muore improvvisamente lasciandolo nella più cupa disperazione. John ama le macchine ed è molto affezionato ad un cucciolo di beagle, ultimo ricordo della defunta consorte. Un giorno un gruppo di gangster russi decide di rubare una delle sue automobili e, nel farlo, picchia John e gli fa fuori il quadrupede. Il problema è che i ragazzotti hanno fatto incazzare l’uomo sbagliato, un tempo killer insuperabile al soldo della mafia russa e la vendetta sarà implacabile….

Ritmo vertiginoso, tensione sempre alta, montaggio frenetico. Questi i punti di forza di un film che fa dello spettacolo il suo fine ultimo, raccontando nel contempo una storia di vendetta e di redenzione, di amicizia e di valori criminali da vecchia scuola. Qualche situazione esilarante qui e li, le giuste musiche con tanto di velato gusto nu metal e molto, molto, molto piombo. I vestiti neri la fanno da padroni, così la fotografia cerca, mantenendo una saturazione quasi pop, di mantenere delle atmosfere oscure, notturne, adatte ad una inarrestabile caccia all’uomo. New York sale al potere, quasi fosse una degli interpreti della pellicola, con quartieri, angolazioni, edifici che ‘raramente finiscono sulle guide turistiche’ della Grande Mela. Una sorta di action-noir, con atmosfere da fumetto e cartolina da NY. Alcuni spunti narrativi sono notevoli, su tutti l’idea di creare un Hotel, il Continental, che attraverso una severo codice d’onore e delle ferree regole, ospita ogni notte tutti i killer professionisti che si trovano ad attraversare la città americana, con un impassibile portiere al desk, pronto ad accogliere i suoi esigenti clienti.

Il cast è pregevole, perchè, oltre al redivivo Keanu Reeves, ci offre la presenza di un grandissimo attore come Willem Dafoe (al momento domiciliato in quel del Rione Monti a Roma causa matrimonio), nei panni di un vecchio assassino amico di John Wick, che aiuterà il nostro eroe a compiere la sua vendetta. C’è, nel ruolo del boss russo supremo, l’attore svedese Michael Nyqvist, già visto nella trilogia scandinava Millennium. C’è Alfie Allen, che abbiamo imparato a conoscere grazie alla serie Game of Thrones. Infine c’è un buon quantitativo di gnocca, partendo dalle poche inquadrature dedicate a Bridget Maynahan e finendo con la splendida ed inquietante Adrianne Palicki. Piccola perla per i fan di quella strepitosa serie che era Oz è invece la presenza Dean Winters, che meglio conoscerete come O’Reilly. Poco più di un cammeo quello del sempre ottimo John Leguizamo.

Prodotto dalla 87eleven (tra gli altri di Eva Longoria), specializzata in action movie, è un film adatto per chi vuole passare un’ora e mezza abbondante in un fumettone tutto sparatorie, lotta a colpi di arti marziali ed emozioni in crescendo, dimenticando per lo spazio della visione i problemi del mondo e la ricerca del nuovo Kubrick, malattia che attanaglia chiunque guardi film nell’epoca del social network. Andate a vederlo se amate Die Hard, Stallone, Arnold e compagnia bella, se volete rivedere Keanu, sia pur appesantito dagli anni, saltare, menare, sparare e far faville, se vi piacciono le macchine d’annata veloci ed iper modificate. Andate a vederlo se vi piacciono i noir basati sulla vendetta e sul sangue a palate. Altrimenti c’è sempre qualche film con Servillo o dei Dardenne che potrete gustarvi tra una pennica e l’altra.

About Davide Villa

Davide Villa
Più di trenta e meno di quaranta. Ama: Il punk Rock, l'as Roma, Tarantino, Maurizio Merli, Stallone, Schwartzy, Indiana Jones, Spielberg, Lenzi, Leone, John Milius e gli action movie. Odia: la juve, le camicie nere, Servillo, Lynch e Lars Von Trier. Film preferiti: Giù la testa, Bastardi senza gloria, Troppo forte, Compagni di scuola, Milano Calibro nove. Doti innate: la modestia, l'eleganza e la sobrietà. Difetti: pochi e di scarsa importanza.

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