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Inside Out di Pete Docter – Recensione Film

Il regista e sceneggiatore Pete Docter torna al cinema con “Inside Out”, in compagnia di Ronnie del Carmen (co-regia), l’ennesimo capolavoro animato con il quale continua la sua personale riflessione e ricerca sulla crescita dell’individuo. La sua indagine iniziata con il soggetto dei primi due capitoli di “Toy Story “ e continuata poi con gli indimenticabili mostri di “Monsters & Co” (2001), del quale firma anche la regia con Lee Unkrinch e David Silverman, e dopo il premiato agli Oscar come miglior film d’animazione “Up” (2009), diretto in collaborazione con Bob Peterson.

Un percorso di crescita ispirato alle teorie di studiosi come Sigmund Freud o Alfred Adler, affidate ad uno degli studi dei sogni, insieme allo Studio Ghibli, più importanti dell’ultimo ventennio. Avventura colorata e affascinante, dolce e divertente ma anche struggente e preziosa nel rimarcare l’importanza di sentimenti come la perdita e la tristezza. Elementi fondamentali  per crescere, maturare, apprezzare e vivere al meglio le gioie della vita.

Emozioni alla base di un film tanto semplice quanto geniale e profondo nel rappresentare la crescita di una bambina, il suo passaggio dall’infanzia all’adolescenza attraverso la formazione della personalità  e del carattere. Proprietà individuai dell’essere umano che si formano attraverso l’esperienze positive e negative. Concetto tanto chiaro quanto astratto che Docter e la Pixar rappresentano attraverso una sorta di fabbrica presente all’interno del corpo umano, che ricorda molto da vicino il cartone animato francese di Albert BarilléSiamo fatti così” (1989), dove al centro di essa si muovono i veri protagonisti della storia. Cinque buffi e strambi personaggi che rappresentano le emozioni principali (gioia, tristezza, rabbia, paura e disgusto) con il compito di caratterizzare chi siamo e cosa diventeremo. Un po’ come accadeva nella sitcom americana prodotta da FOX, “Ma che ti passa per la testa?” (1991).

Tra i migliori film d’animazione degli ultimi anni, frase tanto abusata quanto veritiera, “Inside Out” è un concentrato di originalità affidata al ricordo del passato. Scritto per i più piccoli ma con la capacità di parlare ad ogni tipo di pubblico, Pixar, compie nuovamente il miracolo di regalare sogni e riflessioni. Curiosità: durante tutta la durata del film vengono mostrati a più riprese i colori della bandiera della pace, colori scelti per caratterizzare anche i protagonisti. Ennesimo messaggio subliminale della Disney? Romantico il corto animato “Lava” visibile prima del film.

Creativo, divertente e commovente, “Inside out” è un’opera imperdibile capace di toccare tutte le corde del cuore.

About Davide Belardo

Davide Belardo
Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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