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Humandroid di Neill Blomkamp - 01

Humandroid di Neill Blomkamp – Recensione Film

A due anni di distanza da Elysium (2013) il regista e sceneggiatore sudafricano Neill Blomkamp lascia lo spazio per tornare nella sua terra natia, in quel di Johannesburg, per rappresentare con il suo stile ormai inconfondibile una narrazione morale ed etica inserita in un film di fantascienza e azione.

Ambientato in un futuro imminente, a pochi anni di distanza dal nostro tempo attuale, “Humandroid”, ci mette al cospetto di Chappie, il primo droide senziente dotato di libero arbitrio ed emozioni. Progettato come un bambino e provvisto di una mente suggestionabile, il giovane droide ha la capacità di crescere ed imparare attraverso le influenze che lo circondano. Come per i suoi precedenti lavori Blomkamp continua il suo percorso di protesta nei confronti della società moderna attraverso una macchina che si rivela più umana dei sui stessi creatori.

Un’opera intrigante capace di intrattenere il pubblico attraverso la spettacolarità dell’azione e l’ironia delirante della narrazione ma capace anche di immergerli in una storia drammatica e non priva di concetti universali come l’amore, la famiglia, la diversità, la bellezza interiore e le grandi domande affidate alla creazione di una creatura senziente.

Quanto può essere considerata umana una macchina?

Humandroid cerca la risposta attraverso le avventure di Chappie, un droide affidato all’interpretazione digitalizzata di un sempre convincente Sharlto Copley, capace di commuovere e far gioire il pubblico tramite la sua umanità. Vi innamorerete, soffrirete e farete completamente il tifo per questo robot alla ricerca del suo posto nel mondo.

Travestito da film di fantascienza e sostenuto da un ritmo ed ironia avvincente, “Humanadroid” è caratterizzato da spassose interpretazioni sopra le righe del duo Yolandi Visser (Yolandi) e Watkin Tudor Jones (Ninja) membri del gruppo rap sudafricano Die Antwoord, autori anche della trascinante colonna sonora in collaborazione con Hans Zimmer, e si segnala per una serie indefinita d’influenze che ne hanno ispirato il processo artistico.

Ad una poco attenta e semplicistica analisi può tranquillamente lasciar pensare ad un “District 9” con un robot al posto dell’alieno. Sebbene i molti punti di contatto “Humandroid” si lascia apprezzare per una sensibilità e tematiche più ampie nonostante, il ritmo incline alla spettacolarità dell’azione ne limitino per buona parte la profondità dei contenuti meno marcati e lasciati liberi all’analisi dello spettatore.

Una Bomba emozionale, divertente e spietata ciò nonostante piena di speranza.

About Davide Belardo

Davide Belardo
Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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